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Martedì, 23 Agosto 2016 11:17

Allium sativum

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Descrizione

Pianta erbacea (famiglia della Liliacee) coltivata per scopi culinari e farmaceutici, cresce bene nei terreni drenati e soleggiati. Alta 30-80 centimetri, presenta un gambo cavo e non ramificato, afillo (le foglie ci sono, sono presenti in numero variabile, appaiono allungate e sono disposte alla base del gambo), alla estremità del quale c’è l’infiorescenza (si tratta d’una pseudo-ombrella sferica con un numero limitato di fiorellini bianchi o tendenti al verdastro). La parte ipogea è costituita essenzialmente dal bulbo che, rivestito da un involucro rossiccio, è organizzato in numerosi bulbilli (bulbi più piccoli chiamati anche spicchi).

 

Droga

Bulbo essiccato, che contiene – insieme a un’esigua quantità di essenza – soprattutto l’odorosa allicina e altre molecole (ajoeni e tiosulfinati) che derivano dalla sua condensazione. In realtà, allicina è un prodotto della trasformazione di alliina. È questo derivato inodoro dell’aminoacido cisteina che prepondera nel bulbo integro, ma esso – nel momento che il bulbo è in qualche modo manomesso (contusione, taglio, macinazione, essiccazione) – subisce l’azione della allinasi (l’enzima non può agire a piacimento perché, incapsulato nel vacuolo, è tenuto separato dal suo substrato, che si trova libero nel citoplasma) e viene così degradato.

Proprietà

Le molecole solforate del fitocomplesso sono le vere responsabili delle proprietà riconosciute all’aglio. Esse inattivano il primo enzima della catena biosintetica del colesterolo (3-idrossi-3-metilglutaril CoA reduttasi) riducendone la produzione (effetto ipocolesterolemizzante) come fanno i farmaci appartenenti alla categoria delle statine (ma senza gli effetti collaterali generati da quelli), incrementano – seppure in modo modesto – l’allontanamento di questo zoosterolo con le feci (effetto coleretico) e proteggono l’integrità degli epatociti grazie all’azione antiossidante che i composti solforati esercitano sulle membrane biologiche (effetto epatoprotettore).

Oltre a ciò, allicina e derivati inibiscono l’azione dell’enzima tromboxano-sintetasi. La conseguente ridotta disponibilità del tromboxano (una molecola instabile che funge sia da antiaggregante piastrinico sia da potente vasocostrittore) genera da una parte un accertato effetto antitrombotico e dall’altra una riduzione della pressione arteriosa (effetto ipotensivante).

Ancora, un effetto antisettico ad ampio spettro della droga è evidenziato e s’esercita su batteri (batteriostasi verso Helycobacter pylorii, Staphyolcoccus aureus ed Escherichia coli), virus (Influenza B, Herpes simplex e Coxsackie), funghi (Candida species, Tinea pedis ed altri) e protozoi (Trypanosoma species, Entamoeba histolytica e Giardia lamblia).

Infine, va menzionato l’effetto antineoplastico. A questo proposito va sottolineato a chiare lettere che la conoscenza è incompleta – per esempio, il sistematico consumo di aglio abbassa il rischio di contrarre il carcinoma gastrico, ma non si sa esattamente quali delle sostanze del fitocomplesso entrino in gioco – ma che sono state comunque evidenziate la proprietà antimutagena dell’ajoene, la capacità della S-allil-mercapto-cisteina d’indurre apoptosi sulle cellule dell’eritroblastoma e l’inibizione (mediata dall’intervento delle cellule immunitarie ad azione citotossica) della proliferazione delle cellule tumorali da parte dell’allicina.

Bersaglio

Apparato digerente, Apparato cardiocircolatorio.

Organotropismo

Fegato, Vasi sanguigni.

Indicazioni principali

Ipercolesterolemia endogena e Ipertrigliceridemia.

Ipertensione arteriosa idiopatica moderata.

Vasculopatie aterosclerotiche.

Indicazioni secondarie

Come coadiuvante in caso di parassitosi intestinali (ossiuri), candidosi vaginale ed epatopatia tossica.

Modalità d’impiego

ES (titolazione minima in alliina: 1%) - 1 cps (350 mg) x 2-3/die (quando somministrata dopo i pasti, il problema dell’alitosi risulta molto contenuto).

TM - 40-50 gtt x 2/die.

Avvertenze

La terapia va fatta a cicli (di due mesi) intervallati da finestre terapeutiche (di due/tre settimane).

Interrompere la somministrazione una settimana prima degli interventi chirurgici (per consentire il ripristino d’una corretta coagulazione).

L’effetto ipocolesterolemizzante è stimabile attorno al 10% dopo trenta giorni di terapia.

L’effetto ipotensivo s’aggira attorno a 25 mm Hg per la pressione sistolica e 15 per quella diastolica dopo tre mesi di terapia.

Interazioni

Potenzia l’azione degli anticoagulanti (il tempo di coagulazione può allungarsi del 20-30%).

Aumenta il rischio di gastrolesività dei FANS assunti contemporaneamente.

Effetti indesiderati

Odorizzazione (pelle, secrezioni e alito emanano in modo netto odore d’aglio quando i bulbilli sono assunti freschi), Irritazione gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea) e Reazioni allergiche (dermatite da contatto, crisi d’asma per inalazione della polvere d’aglio).

Controindicazioni

Gastrite acuta, Ulcera gastrica.

Analogie

Dislipidemie: Prunus amygdalus MG 50-60 gtt x 2/die ha uno spettro d’azione simile all’aglio. Altri due gemmoterapici interessanti nel trattamento delle dislipidemie (e che possono fungere di volta in volta da complementari) sono Olea europaea MG 50-70 gtt x 2-3/die (riduce la colesterolemia) e Rosmarinus officinalis MG 30-60 gtt x 2-3/die (riduce la trigliceridemia).

Tra i fitocomplessi con attività simil-statinica vanno citati Monascus ruber ES 1 cps (250 mg) x 2/die (in questo caso è la monacolina k – una sostanza d’origine terpenica – a inibire l’attività di HMG-CoA reduttasi mentre la mevinolina – anch’essa presente nel fitocomplesso – diminuisce i livelli di LDL, mantiene/innalza quelli di HD), Cynara scolymus ES 1-2 cps x 2/die (che inoltre favorisce l’allontanamento del colesterolo attivando la coleresi).

Commiphora mukul ES 1 cps (500 mg) x 2/die dopo i pasti (l’estratto di gugul ha una sicura attività ipolipemizzante – riduzione media del 20% per colesterolemia e trigliceridemia quando l’assunzione si prolunghi per alcune settimane – che plausibilmente s’attua per uno stimolo alla cattura epatocitaria di HDL).

Opuntia ficus-indica ES 1 cps (500 mg) x 2/die entro un’ora dopo i pasti (i polisaccaridi della polpa disidratata riducono il ricircolo entero-epatico degli acidi biliari sequestrandoli mentre sono nell’intestino e così il fegato aumenta l’utilizzo di LDL ematico – la cui concentrazione dunque cala – per la sintesi di nuove molcole).

Panax ginseng ES 1-2 cps x 1-2/die (le sapogenine del fitocomplesso inibiscono l’attività d’acil-CoA-colesterolo acil-traferasi, un enzima deputato alla formazione di colesterolo esterificato; in tal modo minori quantità di esso lasciano l’epatocita per essere trasportate via sangue – veicolate, insieme ad altre molecole idrofobiche, da specifici vettori proteici detti apo-lipo-proteine – verso i tessuti che lo utilizzano).

Ipertensione arteriosa. Vedi Crataegus oxyacantha.

Ipercoagulabilità ematica. Vedi Ginkgo Biloba.

Epatopatia. Vedi Silybum marianum.

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