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Martedì, 23 Agosto 2016 11:55

Aloe vera

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Descrizione

Appartenente a un genere di piante (xerofite) che comprende più di trecento specie (di queste, almeno la metà sono originarie del Sud Africa), è caratterizzata da foglie carnose, lanceolate e spinose (sui margini a all’apice) che sono raccolte a rosetta alla base del fusto. I fiori (rossi o gialli) formano un grappolo terminale sostenuto da un lungo scapo. Il frutto è una capsula.

Droga

Foglia. Essa viene incisa a due livelli di profondità. Ciò consente d’estrarre prodotti diversi, ognuno con caratteristiche proprie.

Il succo – che s’ottiene per spremitura (dopo aver praticato tagli poco profondi nel punto d’inserzione della foglia) e successiva condensazione mediante evaporazione – risulta particolarmente ricco (15-40%) in antranoidi (sostanze derivate dall’antracene e che possono essere mantenute o eliminate in base al tipo d’utilizzo che s’è previsto di fare del succo), resine (fino al 20%) e principi amari, ma contine anche buone quantità di enzimi, aminoacidi e steroli (oltre a sali minerali e vitamine).

Il gel – un colloide mucillaginoso (è costituito quasi interamente da acqua) e ialino che sgorga dal profondo della foglia – ha un’alta concentrazione di carboidrati e glicoproteine.

Proprietà

Gli antranoidi del succo irritano la mucosa del colon (con produzione di grosse quantità di muco a scopo difensivo) e nel contempo stimolano i plessi nervosi intramurali (ciò inibisce le contrazioni stazionarie e stimola quelle propulsive) provocando l’effetto lassativo (materiale fecale ammorbidito subisce un’accelerazione mentre transita nell’ultima parte dell’intestino ed è espulso in un modo facilitato). Invece il succo privato degli antranoidi funge da ipoglicemizzante (i principi amari sembrerebbero svolgere azione insulino-simile e potrebbero proteggere anche le cellule beta del pancreas dall’azione di fattori degenerativi).

Il gel, invece, funziona da dermoprotettore (è idratante grazie ai polisaccaridi, antiossidante per l’enzima catalasi e previene i danni da esposizione a raggi UV) e cicatrizzante cutaneo (promuove – grazie alla frazione glicoproteica – proliferazione e migrazione dei cheratociti, oltre a ridurre immediatamente la sensazione dolorosa), antinfiammatorio (acido salicilico, acemannano e steroli alterano il metabolismo dell’acido arachidonico limitando così la produzione di sostanze – prostaglandine e trombossano A2 – con attività pro-infiammatoria), immunostimolante (i polisaccaridi aumentano l’attività dei macrofagi, favoriscono lo sviluppo di cellule NK e linfociti T citotossici e stimolano la produzione d’anticorpi specifici) e antinfettivo (azione battericida verso i batteri della placca, rallentamento della velocità di replicazione virale e ostacolo alla diffusione da cellule infette a sane).

Bersaglio

Apparato digerente, Apparato cutaneo, Sistema immunitario.

Organotropismo

Intestino crasso, Cute.

Indicazioni principali

Quando serve facilitare la defecazione (per esempio in caso di ragadi anali ed emorroidi o dopo interventi chirurgici ano-rettali).

Ferite e Piaghe su cute e mucose.

Dermatiti.

Indicazioni secondarie

Come coadiuvante in caso di infezioni, leucopenie (dopo terapie con radiazioni o citostatici, durante una convalescenza), terapie antiblastiche (per l’induzione d’apoptosi delle cellule degenerate e l’effetto immunostimolante) e diabete di II tipo.

Modalità d’impiego

ES (titolazione in derivati antracenici calcolati come barbaloina anidra: min. 19%, max. 21%) - 1 cps (da 350mg) /die in somministrazione serale (se al posto dell’effetto lassativo è richiesto quello catartico, la dose va raddoppiata/triplicata).

TM - 30-45 gtt die (in unica somministrazione serale)

Crema idratante (aloe gel: 0,5%) - applicazione al bisogno.

Avvertenze

L’effetto lassativo s’instaura in modo piuttosto lento (le 12 ore che di solito passano dipendono dal fatto che i glucosidi antrachinonici giungono nel crasso con lentezza; poi, una volta qui, essi devono essere idrolizzati dai batteri della flora perché solo l’aglicone è attivo).

Il tempo massimo d’impiego è di due settimane (mediamente 7-10 giorni) per evitare rischi d’atonia intestinale secondaria.

Interazioni

Amplifica la perdita di potassio da impiego di diuretici tiazidici, corticosteroidi e liquirizia.

Aumenta la tossicità di glicosidi cardiaci e antiaritmici.

Effetti Indesiderati

Crampi intestinali (dose eccessiva), Atonia intestinale (abuso cronico), Pseudomelanosi del colon (innocua, regredisce all’interruzione della somministrazione), Congestione pelvica, Astenia (da ipokaliemia), Pigmentazione urinaria (giallo-arancio).

Controindicazioni

Stipsi Atonica, Infiammazioni Intestinali e pelviche, Dolori addominali d’origine sconosciuta, Primo trimestre della gravidanza (dati sperimentali sottolineano un rischio di genotossicità dell’antrachinone aloe-emodina), Allattamento (gli antrachinoni passano nel latte materno e possono provocare coliche e diarrea al neonato), Bambini sotto 12 anni.

Analogie

Stipsi Abituale: Plantago ovata 2 cucchiai di semi x 2/die (assunti un’ora prima dei pasti insieme a molta acqua, questi – essendo molto idrofili – s’intridono aumentando il volume della massa fecale, che assume una consistenza più morbida) è rimedio di prima scelta (accompagnato da una dieta che contenga una maggior quantità di di fibre indigeribili) e può essere associato a Vaccinium vitis idaea MG 50-60 gtt x 2-3/die (regolatore anfotero della motilità intestinale).

Qualora sia ricercato un effetto catartico – un fine che non può essere perseguito a ogni piè sospinto, naturalmente – ci si deve rivolgere alle droghe antraceniche, ognuna delle quali va assunta prima di coricarsi. Quella di riferimento è Rhamnus frangula (TM 50-70 gtt), ma si può scegliere tra Rhamnus purshiana (la più blanda, TM 50-100 gtt) e Rhamnus cathartica (la più drastica e quindi poco maneggevole, TM 30 gtt) passando per Rheum palmatum (TM 50-70 gtt) e Cassia senna (TM 30-45 gtt).

Ferite Cutanee. Vedi Calendula officinalis.

Ulcera Gastroduodenale. Vedi Glycyrriza glabra.

Sindromi da Raffreddamento. Vedi Echinacea angustifolia.

Iperglicemia. Vedi Gymnema sylvestre.

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